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COMUNICAZIONI

INIZIATIVE DI PREVENZIONE

IL RISCHIO DI SCARICHE ATMOSFERICHE

Gli edifici possono essere soggetti alla scarica di un fulmine con conseguenti danni a persone, animali e cose.

Fortunatamente nella maggior parte dei casi gli edifici risultano auto-protetti tuttavia per esserne certi è necessario a volte eseguire una accurata valutazione. Inoltre va ricordato che l'edificio può essere soggetto ad una fulminazione indiretta ovvero si possono avere sovratensioni sugli impianti elettrici nonostante il fulmine non cada sull'edificio ma nelle vicinanze di esso o delle linee elettriche in ingresso.

A questo proposito è opportuno verificare quali danni economici può causare una sovratensione e se necessario installare dei dispositivi che rendano sicuro e protetto l'impianto. La possibilità di proteggere gli elettrodomestici, i macchinari e la protezione dall'incendio dei cavi elettrici è una componente da valutare per evitare danni economici. Inoltre nelle attività lavorative tale valutazione è richiesta dal testo unico sulla sicurezza D.Lgs. 81/08.
Dal 1 Marzo 2013 è in vigore la norma CEI EN 62305-2 (in sostituzione della versione 2006-4), che obbliga il datore di lavoro a valutare il rischio di fulminazione da scariche atmosferiche, come disposto dal D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. (artt. 17, 29 e 84), per gli edifici della propria attività.
Come indicato nell'art. 80 del D.Lgs. 81/08 tutte le aziende hanno l'obbligo di valutazione del rischio di fulminazione diretta ed indiretta.

L'analisi del rischio introdotta dalla nuova norma tecnica prevede che sia redatto un progetto di protezione contro i fulmini comprensibile per tutte le parti coinvolte (committente/datore di lavoro e valutatore) che sia ottimale sia dal punto di vista tecnico ed economico.
Applicando la nuova norma viene definito il "rischio tollerabile" ed in funzione della stima del rischio a cura del datore di lavoro, andranno individuate eventuali azioni da adottare.

In particolare:
  • se i valori sono al di sotto del "rischio tollerabile" non si devono adottare particolari misure di prevenzione e protezione;
  • se i valori sono uguali o al di sopra del "rischio tollerabile" il datore di lavoro deve prevedere ed adottare misure di prevenzione e protezione da scariche atmosferiche atte alla riduzione del rischio a valori accettabili.
Tra le misure di protezione da adottare vi può essere la realizzazione di un impianto di protezione da scariche atmosferiche esterno (LPS).  

Dal Decreto 81/2008 Art.29  comma 1 e 2:

"La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata, in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica (ovvero aggiornamento normativo), della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. A seguito di tale rielaborazione, le misure di prevenzione debbono essere aggiornate. Nelle ipotesi di cui ai periodi che precedono il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato, nel rispetto delle modalità indicati da decreto, nel termine di trenta giorni dalle rispettive causali."  

Ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e della norma CEI 81-10 V1, si può concludere che:
  • La norma CEI EN 62305 - 2  è lo strumento che il Datore di Lavoro ha a disposizione per verificare l'auto protezione di una struttura, nei confronti delle scariche atmosferiche, effettuando una specifica valutazione dei rischi;
  • Per i nuovi edifici si utilizza tale norma per effettuare la valutazione del rischio di fulminazione;
  • Per gli edifici esistenti nei quali la valutazione del rischio di fulminazione era già stata effettuata in base alle norme tecniche precedenti "il datore di lavoro dovrà effettuare nuovamente la valutazione in conformità alla norma CEI EN 62305 - 2 e se necessario dovrà individuare e realizzare le misure di protezione necessarie a ridurre il rischio a valori non superiori a quello ritenuto tollerabile dalla stessa norma"



Iniziative di Prevenzione
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